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Segnali positivi per il mercato degli estrusi di alluminio secondo i dati forniti dall’EAA (European Aluminium Association) e da GDA (Gesamtverband der aluminiumindustrie e V.) relativi al primo trimestre 2011 e alle previsioni per il 2012. Sulla base dell’analisi fornita dall’Associazione risulta che il consumo europeo degli estrusi, sceso drasticamente nel 2009, tornerà ai livelli pre-crisi (2008) solo fra alcuni anni, soprattutto in Italia. In controtendenza il mercato tedesco che registra, nel 2010, +38,6 % nella produzione degli estrusi e che rappresenta un importante indicatore sull’andamento complessivo dei consumi europei, in quanto parte dei suoi consumi interni deve essere coperto da aziende esportatrici che possono quindi acquisirne quote significative. Da qui il margine riservato ai dati sull’incremento delle quote di importazioni dalla Cina, che però non comprendono i semilavorati ovvero i manufatti per l’arredo e l’industria energetica (pannelli solari). L’aumento dunque si attesta su quote maggiori in quanto i prodotti finiti arrivano direttamente dalla Cina. L’analisi dei dati mette in evidenza una situazione penalizzante per i Paesi importatori di materia prima che viene utilizzata per essere trasformata, in quanto è soggetta a dazio, mentre i semilavorati importati lo sono in maniera insufficiente. I dati EAA nel segnalare la ripresa del mercato, mettono in evidenza la contrazione dei margini e in prospettiva l’aumento del prezzo dell’alluminio.