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Metra, l'alluminio grandi forme per gli 'archistar'


Dalle loro nove presse, delle quali una da 6 mila tonnellate è tra le più potenti d'Europa, sono usciti componenti del Europarlamento, della Piramide del Louvre, del grattacielo Pirelli, della torre 7 del World Trade Center a New York. Il controllo è delle famiglie bresciane Bertoli, Giacomelli, Marinelli e Zanetti.


Giulio Zanetti, consigliere delegato di Metra Ragusa

Il loro segno l' hanno lasciato su una serie di luoghi famosi, entrati a far parte dello skyline di Parigi (la piramide del Louvre), New York (la torre 7 del World Trade Center), Abu Dabi (la conchiglia del quartier generale di Al Dar), Milano (il grattacielo Pirelli firmato da Gio Ponti), Bruxelles e Strasburgo (le due sedi dell' Europarlamento). Una firma fatta di alluminio, il materiale che costituisce il corebusiness del Gruppo Metra, nato quasi mezzo secolo fa (1962) nel bresciano con la sigla IMET (Industria Metalli Estrusi Trafilato) per iniziativa di quattro pionieristiche famiglie locali: i Bertoli, i Giacomelli, i Marinelli, i Zanetti.

Avevano deciso di puntare sull' estrusione di profilati in alluminio (una lavorazione che fa assumere sembianze cilindriche al materiale, consentendo di utilizzarlo per impieghi molteplici), e all' epoca si servivano di una pressa con una potenza massima di 1.000 tonnellate. Oggi ne hanno nove, una delle quali sei volte più potente, che ha richiesto un investimento di oltre 30 milioni di euro: è la maggiore in Italia e tra le prime in Europa, e consente di realizzare prodotti di grandi dimensioni e dalle forme complesse, impiegato nei settori più svariati: treni e tram, navi da crociera e da trasporto, grattacieli ed edifici di ogni tipo.

Spiega Giulio Zanetti, consigliere delegato di Metra Ragusa, membro di una delle quattro famiglie fondatrici: «Se le ere dell' uomo sono classificate anche in base al materiale prevalente utilizzato, possiamo dire che dopo quelle della pietra, del ferro e del bronzo, oggi siamo in quella dell' alluminio». Lo si deve soprattutto alle caratteristiche largamente competitive del materiale: pesa un terzo dell' acciaio, come conduttore elettrico è inferiore solo al rame (ma ne basta una massa pari alla metà), è inalterabile nel tempo, è atossico, si presta a trattamenti superficiali che consentono effetti decorativi nell' architettura, nell' edilizia, nell' arredamento.
E ha significative ricadute ambientali, sottolinea Zanetti: «Prendiamo i trasporti, su cui come gruppo puntiamo tantissimo. Utilizzare l' alluminio per auto, treni, aerei, significa produrre mezzi che pesano molto meno, quindi consumano meno energia e riversano meno CO2 nell' aria». Lavorare sui grandi profilati, come fa Metra, presenta altri rilevanti vantaggi: «Riduce i tempi di progettazione e realizzazione dei prodotti, diminuisce i costi di produzione, aumenta le possibilità progettuali, alleggerisce le strutture».

Su queste premesse, il gruppo bresciano ha acquisito una caratura internazionale attraverso le due divisioni in cui è strutturato (architettura e industria), poggiando su numeri eloquenti: una capacità produttiva annua di oltre 90mila tonnellate di profilati di alluminio, oltre 1.000 dipendenti, 7 stabilimenti in Italia, 1 in Canada e 1 in Polonia, 3 grandi poli logistici in Italia (Brescia, Trani e Ragusa), 30 punti vendita nei principali Paesi europei. Certo, nemmeno il pianeta alluminio è stato risparmiato dalla crisi planetaria: dopo un trend di crescita ininterrotto e robusto fino al 2007, nel 2008 si è registrato un calo del 2% della domanda, e il 2009 si è rivelato un "annus horribilis", con un crollo della produzione che in Europa ha sfiorato il 30%.

Il 2010, tuttavia, sembra segnare un' inversione di tendenza, con un incremento annuo tendenziale del 5%, e un consumo che dovrebbe arrivare ai 37 milioni di tonnellate: un buon livello, anche se inferiore di ben 10 milioni alla soglia prevista da molti analisti nel 2007, quando il mercato andava a gonfie vele. Metra è riuscita a tenere saldo il timone, grazie alla filosofia aziendale che poggia sul completo controllo di tutte le fasi del processo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito, e a una scelta strategica: «Noi investiamo importanti risorse sull' aggiornamento continuo e abbiamo dato vita a una task force di architetti, ingegneri e tecnici specializzati che vanno a fare assistenza diretta dai clienti; inoltre abbiamo un collaudato rapporto di collaborazione con le facoltà di architettura, ingegneria e design di molte università italiane, e proficue partnership tecnicoprofessionali con importanti studi di progettazione internazionali», spiega Zanetti.

Di recente, infine, il gruppo è entrato anche nel settore navale dando vita alla divisione Metra Marine, per la realizzazione di estrusi e profilati speciali per yacht e navi da crociera. Tra i vincoli esterni, rimane quello dall' autentico fardello rappresentato per l' Italia e l' intera Unione Europea dal dazio all' importazione di alluminio grezzo, introdotto in tempi molto diversi, e che crea distorsioni sul mercato, con l' aumento dei costi di tutto il metallo in ogni forma, sia per i trasformatori che per gli utilizzatori, dal fonditore all' estrusione all' industria di impiego finale. Ma esistono oggi concrete prospettive di ottenerne la rimozione.


Sede del Parlamento Europeo a Strasburgo
 
Al Dar Headquarters a ABU-DHABI


Tratto da: Repubblica — 24 maggio 2010 pagina 15 sezione: AFFARI FINANZA - FRANCESCO JORI


Pubblicato il 11/06/2010 e letto 389 volte
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