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Attorno al brolo - Il Centro Studi dell’Istituto Paolo VI a Concesio (Brescia)


Un centro polifunzionale votato allo studio e all’approfondimento spirituale, ma anche all’esposizione dell’arte contemporanea. E’ il nuovo complesso dedicato all’opera di papa Paolo VI. La casa natale di papa Paolo VI a Concesio (Bs) è diventata il fulcro di un vero e proprio polo di aggregazione delle attività legate allo studio e alla diffusione dei grandi temi che hanno caratterizzato il magistero di papa Montini (un auditorium per 250 persone, la sede dell’Istituto omonimo e il Museo d’Arte e Spiritualità), ma anche del rapporto privilegiato con gli artisti e l’arte contemporanea che egli seppe costruire.

Cadeo Architettura ha progettato un’architettura “organica” ancorata al luogo e alla preesistenza edilizia, la casa natale del papa con il grande “brolo” proiettato verso il monte, che nel contempo, al di là del rigore di linee e della ricercata semplicità, potesse essere in grado di manifestare quei valori di solidità e concretezza, che hanno caratterizzato il magistero del pontefice e che l’istituzione stessa vuole trasmettere.

Il progetto è articolato in tre differenti volumi unificati dalla corte comune aperta verso la residenza del papa. Dalla corte è possibile intravedere il monte attraverso la doppia apertura vetrata al centro del Museo, elemento di congiunzione tra la casa natale e il colle. Alla casa natale fanno riferimento invece l’Istituto, con la sua estremità a torre (una sorta di “studiolo” con piccole aperture verticali), e l’auditorium, caratterizzato da fessure di luce poste simmetricamente al fondale della sala. I vari corpi di fabbrica mantengono il loro legame con l’ambiente esterno tramite aperture calibrate da serramenti di varie tipologie e con differenti caratteristiche. Tutto questo facendo riferimento alle indicazioni di progetto che prevedevano un’immagine forte, quasi austera nella sua dimensione esteriore, ma nello stesso tempo aperta verso l’esterno in modo da raccoglierne la luce e portarla nel cuore delle singole aeree funzionali. Ecco perché le aperture sono state appositamente studiate in base alle esigenze dei singoli spazi, siano essi di studio, di incontro o confronto con opere di arte contemporanea.

Ogni fabbricato del complesso si caratterizza quindi per tipologia di aperture e di serramenti, che rispecchiano quanto è contenuto all’interno.

Vista interna della facciata in vetro realizzata con il sistema METRA Poliedra - Sky 50 S.

Le aperture si inseriscono perfettamente nella scansione delle pietre di facciata: il serramento non è un elemento estraneo alla facciata, ma anzi ne completa il ritmo e la scansione. La modularità delle lastre (90 x 60 cm) è la stessa del serramento (270 x 60 cm), intercalato dal pilastrino in massello in pietra Santafi ora di 25 cm. Diversamente, per il Museo è stata adottata una soluzione di massima apertura e trasparenza: già dall’esterno, attraverso due ampie aperture, è possibile scorgere ciò che si trova all’interno (le opere della raccolta), così come è possibile cogliere la dinamica distributiva del corpo di fabbrica con le grandi scale rettilinee, che permettono il collegamento tra i vari piani dell’edificio. Ma non è tutto: si può infatti scorgere l’interno della corte e le colline circostanti attraverso la doppia facciata vetrata (9x19m) sul lato ovest e sul lato est. La parete vetrata è scandita da un modulo di 90x250 cm a cui si raccorda la pietra di rivestimento che, utilizzando una facciata strutturale, consente di ottenere la continuità formale e materica del fronte esterno.

Ancora diverse le scelte progettuali con cui è stato impostato l’auditorium: la luce è stata gestita in modo differenziato a seconda della funzione (pubblica, di raccoglimento e per la chiusura verso l’esterno).

In copertura è stata realizzata una lama di luce solare che, portandosi sulla parete curva, accompagna il visitatore verso l’interno della sala e permette, alla fine di questo breve percorso, di intravedere la casa natale del pontefice. Qui è stato installato un serramento con vetri anti-UV per evitare problemi di irraggiamento e con sigillature particolari per evitare l’infiltrazione d’acqua dall’alto. La stessa tipologia, che è stata installata anche negli altri serramenti, schermati all’interno da pannelli scorrevoli in PVC, consente un efficace isolamento termico e la protezione dalle radiazioni solari delle opere d’arte esposte. Per le facciate e i serramenti sono stati utilizzati i sistemi METRA Poliedra-Sky 50 e NC 50 STH. La struttura della facciata del corpo museale è costituita da un reticolo strutturale a montanti e traversi, con sezione architettonica di 50 mm con parti tubolari a profondità variabile in conformità alle esigenze statiche. Tra la parte interna portante e il profilato esterno di fissaggio è stato interposto un livello a bassa conducibilità termica per l’isolamento.

Esternamente il reticolo di facciata è completo di coprifili in alluminio (50 mm di larghezza), montati a pressione sul profilato di contenimento delle pannellature. Per la realizzazione di finestre e portefinestre sono stati impiegati profilati complanari all’esterno con profondità del telaio fisso di 50/60 mm e battente a sormonto all’interno con profondità di 60/70 mm. Per la realizzazione di porte sono stati impiegati profilati complanari, sia all’esterno che all’interno, con l’impiego di guarnizioni di battuta interna ed esterna con profondità complessiva di 50/60 mm. Tutti i serramenti sono a taglio termico con vetrocamera composto da lastra esterna Sunguard HP Neutral Plus 50 8 mm temperato, intercapedine da 15 mm argon 90%, vetro interno stratificato neutro 44.2 (Ug=1.1 W/m2K), e con finitura B7S Bronzo Spazzolato o B7C Bronzo Chimico.

Progettista: Cadeo Architettura, Brescia
Serramentista: Teken, Rodengo Saiano (Bs)
Committente: Opera per l’Educazione Cristiana, Brescia
Sistema METRA: Poliedra-Sky 50 S, NC 50 STH, NC 65 STH Porte
Finitura: B7S Bronzo Spazzolato o B7C Bronzo Chimico.

Vista frontale del complesso del Centro Studi dell’Istituto Paolo VI. Al centro della foto, il fabbricato del Museo; a sinistra, la sede del Centro Studi; a destra, l’auditorium. Vista del corpo di fabbrica adibito a Centro Studi.

Pubblicato il 01/03/2010 e letto 422 volte
Etichette: centro polifunzionale, concesio
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